Cronaca Sicilia Termini Imerese

“Linea d’addio 2”: sette condanne per la banda che rapinò i vecchietti, quattro i termitani

Sette condanne sono state decise dal giudice del tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, a conclusione del processo legato all’operazione “Linea d’addio 2”, risalente al 20 giugno 2017, eseguita dagli agenti di Polizia di Patti e del commissariato di Termini Imerese e del posto fisso di Tortorici che ha portato all’arresto di otto uomini. Al centro della vicenda la brutale rapina ed aggressione a due vecchietti, Gabriele Martelli e Nunziata Gambitta, entrambi di 79 anni, di Ucria, costituiti parte civile al processo, assistiti dall’avvocato Giorgio Scisca, del foro di Patti.

Il fatto

Il fatto è avvenuto il 16 ottobre 2016. I due anziani sono stati sorpresi in piena notte nel sonno nella loro abitazione, in contrada Piano Campo. Gli uomini, con il volto coperto e armati, hanno rubato tutti gli oggetti di valore (gioielli e argento), 4.500 euro in contanti e una Mini Cooper. Ma hanno fatto di più: quattro di loro hanno tenuto sotto sequestro la coppia e tre andarono a derubare la seconda abitazione della coppia che si trovava a Capo d’Orlando.

Dalle indagini è emerso che non era il primo caso

Ad agire una vera e propria banda organizzata accusata anche di avere compiuto altri furti in abitazione, messi a segno a Termini Imerese, Sant’Agata Militello e altri luoghi (per questi ultimi fatti scattò l’operazione “Linea d’addio 1”).

I componenti dell’organizzazione, tutti del palermitano, con l’ausilio di alcuni rumeni, sono stati così condannati: Gianluca Terrana, 31 anni, di Termini Imerese, considerato il capo carismatico della banda, a 10 anni, 2 mesi di reclusione e 5.800 euro di multa; Francesco Lamia, 29 anni, di Termini Imerese, a 6 anni, 8 mesi e 2.400 euro; Georgian Iulian Hatos, 23 anni, rumeno residente a Palermo, a 7 anni e 2.800 euro; Antonino La Bua, 28 anni, di Termini Imerese, a 7 anni, 2 mesi e 2.800 euro; Robert Costantin Aioani, 22 anni, rumeno residente a Palermo, a 7 anni, 10 mesi e 4.000 euro di multa.

Nel dettaglio sono accusati – come si legge nel capo di imputazione – di essersi introdotti nell’abitazione dei Martelli, il Lamia, Terrana e i due rumeni con La Bua rimasto all’esterno a fare da palo. A Capo d’Orlando sarebbero andati Terrana e Aioani con il La Bua sempre a fare da palo e gli altri due a tenere sotto sequestro gli anziani coniugi a Ucria. Con la sola accusa di favoreggiamento sono stati condannati, a 8 mesi e con la sospensione della pena, Caterina Cavallaro, 27 anni, di Termini Imeresemoglie del Terrana Gianluca e Salvatore Terrana, 57 anni, di Termini Imerese, padre del suddetto Gianluca.

Nel contempo il giudice ha assolto Aoiani e Gianluca Terrana da un altro capo di imputazione ciascuno. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giuseppe Avarello, Fabio Sciascia, Fabio Trombetta Nicaso, Claudia Naccari, tutti dei fori di Palermo e Termini Imerese che hanno annunciato ricorso in appello anche in considerazione delle pesanti pene con la formula del rito abbreviato ed anche per il mancato accoglimento delle attenuanti.

Inoltre si procede, in separata sede, nei confronti di Angelo Incardona, 32 anni, di Campofelice di Roccella ed è stata stralciata la posizione, che sarà successivamente valutata, di Franco Galati Rando, 49 anni, di Tortorici, accusato di avere fatto da basista. Pm all’udienza Giorgia Orlando, il sostituto procuratore di Patti che ha coordinato le indagini.

(Fonte GL Press)





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