Cronaca Sicilia Termini Imerese

Tribunale, doppia evasione dai domiciliari: a processo un termitano di 18 anni

Si è svolto questa mattina (8 gennaio) un processo a carico di A.A.F., di anni 18 per doppia evasione dagli arresti domiciliari. Il giovane si trovava in regime di detenzione domiciliare per scontare una pena di mesi sei di reclusione a seguito di un ordine di carcerazione emesso dal Procura della Repubblica presso il Tribunale Di Bologna.

Il giovane di origini termitane aveva deciso di scontare la pena a casa del padre a Termini Imerese. Purtroppo, a seguito di incomprensioni con il padre nei primi giorni del mese di settembre e di ottobre, previa comunicazione alla centrale operativa dei Carabinieri, è uscito da casa per evitare che i litigi con il padre degenerassero.

In entrambi i casi veniva tratto in arresto dai Carabinieri di Termini Imerese e a seguito di giudizio direttissimo il Giudice riteneva non necessario applicare alcuna misura cautelare, anche a seguito delle spiegazioni che il giovane imputato esponeva. In data odierna di è svolto il processo per evasione, e il giudice del tribunale di Termini Imerese dopo avere accolto la richiesta difensiva di riunione dei due processi , alle ore 17.30 ha pronunciato una sentenza di assoluzione ritenendo integrata l’ipotesi della causa di non punibilità di cui all’articolo 54 del codice penale.

Infatti, il giudice ha accolto la tesi difensiva, sostenuta in udienza dall’avvocato Sergio Burgio, del foro di Termini Imerese, e ha riconosciuto la sussistenza dello stato di necessità previsto dall’arte 54 del Codice penale che recita: Dispositivo dell’art. 54 Codice penale Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri (1) dal pericolo attuale di un danno grave alla persona (2), pericolo da lui non volontariamente causato (3), né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo (4).

La giurisprudenza in tema di evasione dagli arresti domiciliari è piuttosto severa ma il giudice ha ritenuto valida la tesi difensiva. Il giovane è ritornato a scontare la sua pena iniziale in altro domicilio ritenuto idoneo dall’autorità giudiziaria. Il PM aveva chiesto una condanna ad anni 1 e mesi 6 di reclusione .





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