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Nervi tesi tra Mastrosimone (Fiom) e Sunseri (M5S)

Un post sui social di Luigi Sunseri del Movimento 5 Stelle che attacca il neo segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, provoca la dura reazione del segretario della Fiom Sicilia, Roberto Mastrosimone. Nelle ultime settimane, a dire il vero, dopo la visita dinanzi i cancelli dello stabilimento Blutec del ministro Di Maio (M5S), i rapporti tra Fiom-Cgil e Movimento 5 Stelle sembravano già essere caratterizzati da una latente tensione derivante dal mancato rispetto delle promesse che lo stesso ministro aveva espresso nel corso del suo intervento.

Il post di Luigi Sunseri

É utile ricordare che Termini Imerese può vantare una importante rappresentanza parlamentare in senato e all’Ars, tanto che lo stesso ministro in più occasioni ha dichiarato che avrebbe individuato, a breve, soluzioni che una volta per tutte, risolvessero l’annosa vertenza che mette a rischio oltre mille posti di lavoro.

L’inerzia del governo e il mancato riscontro alle promesse dello scorso autunno non hanno fatto altro che innescare un confronto a distanza tra i rappresentanti dei lavoratori e il silenzio assordante dei rappresentanti del M5S. Con il duro attacco di Sunseri a Landini di questo pomeriggio sembra, a sentire la reazione di Mastrosimone che i rapporti siano definitivamente compromessi.

 

Le parole del segretario Fiom Sicilia, Roberto Mastrosimone

«Il Sunseri, anziché trascorrere il suo tempo sui social a sentenziare contro Landini che in questo caso era presente in qualità di una rappresentanza diffusa come avviene in democrazia, si occupi del suo territorio e delle problematiche che affliggono oltre mille lavoratori. Landini, nella manifestazione del 2013 era presente in qualità di segretario genarale della Fiom nazionale che continua ad essere contraria alla Tav, invece, adesso è stato presente in qualità di segretario generale della Cgil, in questo caso ha assunto una posizione diversa perché la Cgil stessa ha sempre avuto una posizione diversa dalla Fiom: questa è la dimostrazione che dentro la nostra organizzazione si decide usando la democrazia, a differenza del M5S che decidono la Casaleggio Associati e Di Maio – continua Mastrosimone -. In Cgil si diventa segretario perché lo decidono cinque milioni e mezzo di iscritti che pagano volontariamente la delega sindacale, a differenza di altri che con qualche click sostenuto in gruppi social diventano deputati.

Maurizio Landini, è bene ricordarlo ha iniziato a lavorare all’età di 14 anni come operaio saldatore e da umile operaio, dopo un lungo e faticoso percorso che lo ha premiato, è diventato segretario Fiom e adesso segretario Cgil, a differenza di altri che parlano di poltrone ma che ci sono arrivati non avendo lavorato ma perché rispondono ai loro “padroni”.

Io consiglierei a Sunseri – ha aggiunto Mastrosimone – di occuparsi delle questioni che riguardano Termini Imerese e il territorio e non di questioni di cui non conosce il percorso e la storia. Ricordo a Sunseri che lo scorso ottobre lui e il ministro Di Maio si sono presentati davanti ai cancelli della fabbrica imerese promettendo soluzioni concrete. Ad oggi, invece, non solo tutto tace ma abbiamo in ballo la questione legata alla cassa integrazione e l’esclusione dei 62 lavoratori Naspi ( 44 della SSA e 18 della Manital) che sono rimasti esclusi da ogni forma di tutela. 

Landini a Termini Imerese nel periodo della protesta degli operai ex Fiat

Ha fatto bene Di Maio ad andare a casa dei 21 lavoratori dell’indotto a prendersi i meriti per aver ottenuto le tutele per loro, ma ha fatto male a promettere soluzioni per questi 62 lavoratori rimasti senza tutela come aveva promesso Di Maio e Sunseri e ora vadano a trovare a casa Sunseri. 

Se ci riesce Sunseri – ha concluso il segretario della Fiom Sicilia – si occupi di Termini Imerese e la smetta di occuparsi di questioni a lui sconosciute. La prossima settimana metteremo in campo nuove inziative per tenere alta l’attenzione sulla vertenza che sembra nuovamente essere dimenticata». 

Leggi pure le reazioni degli operai, clicca qui





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