Cronaca Economia Lavoro Termini Imerese

Ex Fiat, il presidente della regione siciliana incontra i sindacati per vertenza Blutec

«Non è più tempo di rinvii: serve piena chiarezza sulla vicenda che riguarda Termini Imerese, sui lavoratori dell’ex stabilimento Fiat e dell’indotto e sulle prospettive di rilancio di un’area dalle grandi potenzialità. La Regione continuerà a esercitare la massima pressione politica sul Governo nazionale affinché si adottino i dovuti provvedimenti e si avvii, allo stesso tempo, una interlocuzione con Fca perché ritorni al tavolo delle trattative».
 
Lo ha detto il governatore Nello Musumeci nel corso dell’incontro, avuto stamane a Palazzo d’Orleans, con Roberto Mastrosimone, Ludovico Guercio e Vincenzo Comella, rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. 
Tra i vari aspetti trattati nel corso della riunione, la proroga degli ammortizzatori sociali e degli strumenti di assistenza previsti, che scadono a fine giugno e sulla loro estensione ai 62 lavoratori dell’indotto rimasti senza alcuna copertura. Al centro della discussione anche i riflessi della vicenda giudiziaria che interessa il gruppo Blutec, la società che aveva rilevato lo stabilimento per rilanciarlo, i cui vertici sono sotto inchiesta. 
 
«Il futuro di Termini Imerese, che ha avuto il riconoscimento di Area di crisi complessa e che per questo merita soluzioni straordinarie – ha osservato il presidente della Regione – non può dipendere dal pronunciamento dei giudici. Oggi stesso chiederò informazioni al ministero del Lavoro per sapere se esistono ostacoli di tipo burocratico sulla proroga della Cassa integrazione per tutti i lavoratori sino al 31 dicembre. Analoga richiesta farò al dicastero dello Sviluppo economico sulle possibili ipotesi per la reindustrializzazione di un’Area che, proprio per la presenza di infrastrutture importanti, può riscuotere grande interesse. Certamente – ha concluso Musumeci – il futuro dei lavoratori, per il loro patrimonio di competenze e di professionalità acquisite, non può essere messo in discussione».






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