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Il Carnevale Termitano è il più antico di Sicilia?

A Termini Imerese ogni anno con l’avvicinarsi del carnevale ritorna, puntuale come un plenilunio, la inutile polemica sul suo reale “primato” di antichità regionale. Credo sia il caso quindi, per evitare ridicoli botta e risposta fra sostenitori delle opposte “fazioni” mettere dei punti fermi con i quali poter eventualmente intavolare future e magari meno futili discussioni. Quando e perchè nasce a Termini Imerese l’idea di etichettare il carnevale come il più antico di Sicilia? – Tale denominazione, dopo sporadici tentativi iniziali, incomincia a farsi largo con più insistenza e continuità sul finire degli anni settanta; il tutto ad opera, non certo dello scrivente, ma di alcuni dinamici ed infaticabili organizzatori, in primis il Cav. Ignazio Casamento ma anche lo stimato prof. Franco Amodeo, il compianto Vincenzo Favara ed altri. Si trattava evidentemente di uno slogan pubblicitario che era stato pensato sulla base di scarni elementi storici, per far uscire il nostro carnevale da un ristretto contesto provinciale e lanciarlo in ambito regionale, per potersi in qualche maniera allineare alla crescente popolarità di altre simili manifestazioni; tra questi sicuramente il carnevale di Acireale ma anche e sopratutto quello di Sciacca, la vecchia Termini Selinuntina, con la quale in questo contesto abbiamo sempre simpaticamente rivaleggiato e che, ritiene essere anch’essa, detentrice di questo evidentemente ambito primato.

Quando qualche anno fa, in una mostra organizzata dalla Pro Loco, il collezionista Francesco La Mantia mette a disposizione una sua ricevuta datata 1876 con l’intestazione “Società del Carnevale di Termini Imerese”, incomincia a farsi largo l’ipotesi che veramente il carnevale termitano potesse essere il più antico di Sicilia. Trovandomi quindi successivamente e per semplice passione a dover in qualche maniera scriverne la storia e non ritenendomi, al contrario di altri ne uno storico ne un etno-antropologo depositario di chissà quale verità, mi sono sempre espresso nel merito con la giusta cautela premettendo sempre alla denominazione di Carnevale più antico di Sicilia la precisazione ”sotto taluni aspetti” o “per talune sue caratteristiche”.

Non è infatti pensabile stabilire a priori l’antichità di tale festa facendone solo una questione di date in quanto, in tal senso, mi sento di affermare che il carnevale più antico di Sicilia di fatto non esiste. Nella nostra regione infatti si hanno notizie di feste carnascialesche, e molte di queste risalenti anche al quattrocento, vedi Palermo, quasi in ogni città. E’ quindi pura utopia poterne stabilire per qualcuno di essi il primato di antichità di nascita, in quanto si dovrebbe tornare indietro di almeno mille anni ovvero, come tanti studiosi confermano, al periodo successivo alla fine della dominazione musulmana in Sicilia; periodo in cui, nella nostra regione, le feste carnascialesche riprendono pian piano e sotto varie forme “vigore” fino a giungere poi ai nostri giorni con le ovvie ed immaginabili trasformazioni dettate da fattori storici e socio economici. Quindi in nome di quale presunta irregolarità o di “usurpazione” di titolo spettante ad altri dovremmo rinunciare a quello che, se pur sotto forma di slogan pubblicitario, si è ormai affermato come il nostro marchio di identità?

Premesso che a Termini Imerese è documentata la presenza di feste carnascialesche già a partire dalla prima metà del settecento e quindi ben prima della tanto decantata ricevuta del 1876, e pur non avendo certezza che tra quelle di allora vi fossero solo feste spontanee e non organizzate, ma lasciatemi in questo senso il beneficio del dubbio; cosa c’è ne cale di cercare a tutti i costi il paragone con l’ex carnevale di Palermo, purtroppo non più esistente ?

Sappiamo tutti degli sfarzi del carnevale di Palermo dal seicento all’ottocento; sappiamo tutti delle tubbiane, del mastro di campo, dei raduni equestri, della corsa delle buttane etc. Sappiamo tutti che a Palermo la famosa Società del Carnovale si era costituita prima che a Termini Imerese e che anche a Palermo la nobiltà e la borghesia, ma non tutto il popolo, aveva adottato come maschere della festa “u nannu ca nanna”. Nessun serio studioso ha fino ad ora sentenziato che il carnevale di Termini Imerese sia nato dopo o sia figlio diretto di quello di Palermo; semmai qualcuno parla di ipotesi o di probabilità. D’altronde, in base all’iniziale ragionamento, neanche al carnevale di Palermo potrebbe spettare la etichetta di Carnevale più antico di Sicilia; carnevale di cui purtroppo, strada facendo, si son pure perse le tracce. Sarebbe come dire: “Se mio nonno fosse ancora vivo sarebbe sicuramente più antico, pardon più vecchio, di me”. Mio nonno purtroppo è morto; così come pure quel carnevale di Palermo che, prima di passare a miglior vita, andò stancamente avanti ancora per qualche decennio del novecento.

Ed allora di quali caratteristiche o di quali aspetti possiamo parlare per spiegare o “giustificare” la nostra etichetta? – Lasciando da parte tutti i documenti, e concentrandoci, anche se a mio avviso comunque non correttamente, solo sulle feste ottocentesche che, mi par di capire, sono il vero motivo del contendere, e prendendo ovviamente in considerazione solo le manifestazioni ancora esistenti, possiamo ben dire che la nostra, in quanto festa pubblica ed organizzata, racchiude al suo interno tutte le essenziali caratteristiche tipiche della origine stessa della festa di epoca romana, ed in altra occasione semmai spiegheremo quali sono, e ne ha dato continuità conservandole pressoché intatte fino ai nostri giorni.

Quindi mi ripeto; in nome di quale presunta irregolarità o di “usurpazione” di titolo spettante ad altri, o di chissà quale ulteriore verità ancora comunque da identificare, contestualizzare e documentare, dovremmo rinunciare a questa nostra etichetta a favore magari dei cugini di Sciacca che, in barba alla nostra ricevuta del 1876 e pur dichiarando gli anni, per la precisione 118, scrivono anche loro nei manifesti di essere il Carnevale più antico di Sicilia!

Noi termitani siamo bravi a farci del male da soli; a meno che, ed a questo punto il dubbio è legittimo, il nostro o i nostri bene informati contestatori anziché essere originari di Termini Imerese siano invece nativi di Sciacca.

Faremo ricerche…lo dobbiamo al popolo per la verità della storia!

 

Testo a cura di Nando Cimino





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