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Il termitano Agostino Mascari è giovane promessa del Cosenza: “Chi mi ferma più”

Il termitano Agostino Mascari ha rilasciato un’intervista al sito ufficiale il cosenza.it per fare il punto sulla stagione. Il centravanti della squadra èrimavera, tormentato dai guai fisici nella prima parte di stagione, si è messo alle spalle il brutto momento e ora sta trascinando i suoi a suon di gol.

Lunedì scorso a Livorno ti sei sbloccato, mettendo a segno una doppietta. È stata una lunga attesa, quanto hai aspettato questo momento?

«Davvero tanto, gli acciacchi e un problema serio al ginocchio mi hanno costretto ad un lungo stop. Il mio obiettivo era quello di riassestarmi durante le vacanze natalizie ed iniziare il girone di ritorno nel migliore dei modi, così è stato. La doppietta personale è stata la ciliegina sulla torta».

 Non è un caso che i tuoi primi gol siano coincisi con la prima vittoria in campionato della squadra

«Di questo sono contento ma mi interessa di più la prestazione della squadra. Abbiamo acquistato maggiore autostima e i risultati stanno contribuendo ad incrementarla ancor di più. C’è da dire che anche nella prima parte del campionato le prestazioni c’erano, purtroppo la sfortuna ci ha penalizzati spesso».

Settimana da sogno, dopo solo 48 ore il match di Coppa con l’Inter. Una sconfitta a testa alta, che esperienza è stata?
«Va sottolineato l’atteggiamento del nostro undici, nonostante gli impegni ravvicinati abbiamo dato il “110%”. Nel corso del match c’è sempre stata la sensazione che potessimo segnare da un momento all’altro. Se poi ci si aggiunge che l’avversario era l’Inter allora tutto assume una valenza doppia».

 Ieri il bis, hai trasformato il rigore del momentaneo vantaggio sul Frosinone. Non vuoi fermarti più?
«Adesso che ho trovato la via del gol con continuità, che abbiamo trovato una sintonia di squadra, non dobbiamo assolutamente fermarci. In ogni caso a me non piace pensare esclusivamente a me stesso ma al complesso, il calcio è uno sport di squadra e tutti dobbiamo dare il nostro contributo».

Una vittoria svanita nella seconda frazione gioco ma un punto che smuove la classifica. Rincuora l’ottima prestazione della squadra. Può iniziare un’altra stagione ora per i Lupacchiotti

«Anche ieri abbiamo dimostrato che avevamo voglia di vincere e magari migliorare la nostra posizione in classifica. Con maggiore cinismo e fortuna saremmo andati sul 2-0. Nonostante l’inferiorità numerica ce la siamo giocata al massimo delle nostre possibilità».

Che gruppo hai trovato e come procede il tuo ambientamento a Cosenza?

«Sono tutti ottimi ragazzi, ho un ottimo rapporto con tutto lo staff e con il mister. E’ un ambiente sano, con grandi valori, fatto di gente che lavora e ha voglia di migliorare. Ci sono tutti i presupposti per continuare a crescere».

Sei il più grande, indossi anche la fascia da capitano. Senti il peso di una responsabilità così importante?

«Mi era già capitato di ricoprire il ruolo di capitano negli anni addietro. Posso dirti che se c’è fiducia reciproca tra compagni non è assolutamente un peso, non mi è mai piaciuto comportarmi da capo e dirigere gli altri. Non è la fascia a fare la differenza. Piuttosto è importante cercare di essere un leader, un trascinatore».





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