Cronaca Politica Termini Imerese

Assolto l’ex sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato

Il tribunale di Termini Imerese, presieduto dal dr. Vittorio Alcamo con giudice a latere Angela Lo Piparo e Luigi Bonacqua, ha assolto l’ex sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato dal reato di omissioni di atti d’ufficio con la formula piena perché il fatto non sussiste. Il dr Burrafato era difeso dagli avvocati Francesco Paolo Sanfilippo ed Alessandra Testuzza.

Secondo l’ipotesi accusatoria il sindaco di Termini Imerese avrebbe indebitamente omesso di adottare i necessari provvedimenti contigibili ed urgenti per impedire che rimanessero nel suolo di piazza Ozanam fibre di amianto pericolose per la salute pubblica.

La pubblica accusa nel corso del dibattimento aveva rilevato che l’ex sindaco, nonostante avesse ricevuto delle note da parte dell’Asp con le quali si richiedevano gli opportuni interventi di bonifica, si fosse rifiutato di emettere una ordinanza contingibile ed urgente per prevenire l’eventuale insorgenza di malattie in capo alla collettività.

L’assunto accusatorio nel corso del dibattimento era stato sempre contestato dai difensori dell’imputato i quali avevano rilevato che l’ex sindaco, una volta avuta conoscenza della situazione di piazza Ozanam, si era immediatamente attivato, ed aveva dato disposizioni per iscritto con le quali aveva intimato ai dirigenti dei settori tecnici di attivare le procedure volte alla soluzione del problema. Nel corso del dibattimento è stato altresì dimostrato che nel periodo successivo l’ex sindaco aveva sempre esortato gli uffici competenti a rimuovere le porzioni di amianto presenti su piazza Ozanam.
Durante il processo gli avvocati Sanfillippo e Testuzza si sono avvalsi della consulenza tecnica elaborata da un chimico, dr. Filippo Giglio, il quale dopo un’attenta analisi dei rifiuti rinvenuti in piazza Ozanam, ha avuto modo di spiegare che in realtà nessun rischio per la salute pubblica vi era mai stato, attesa la qualità delle fibre di amianto rinvenute nel suolo. In particolare, il consulente ha accertato che si trattava di fibre di natura cementizia in forma compatta che, a differenza di quelle di natura friabile, non costituivano nessun potenziale pericolo di diffusione e di contaminazione per l’ambiente.
L’anzidetto consulente ha così specificato che il sindaco non era assolutamente tenuto ad emettere un’ordinanza contingibile ed urgente perché ne difettavano assolutamente i presupposti. In ultimo, i difensori dell’ex sindaco hanno sostenuto come la procedura espropriativa delle particelle, ove era stato rinvenuto l’amianto, non era stata mai completata da parte del comune di Termini Imerese e, pertanto, secondo la prospettazione difensiva le particelle in questione risultavano ancora di proprietà di soggetti privati, con la conseguenza che nessun obbligo di bonifica poteva insorgere in capo al comune di Termini Imerese.

Il tribunale ha accolto le superiori argomentazioni difensive ed ha assolto l’ex sindaco Salvatore Burrafato.
Il tribunale ha altresì assolto il Dr Butticè Ernesto, direttore del settore tecnico dello Iacp, difeso dall avv. Claudio Gallina Montana, imputato del reato di abbandono nel terreno e nel sottosuolo di rifiuti pericolosi. Inoltre, il tribunale, previa riqualificazione dei fatti, ha dichiarato prescritto il reato contestato ai signori Prestigiacomo Giuseppe e Bono Giuseppe.

 





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