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Archeoclub: “Reperti di Himera fuori dai containers e da Termini Imerese, una sconfitta”

Completato il trasferimento degli oltre 20.000 reperti archeologici, consegnati alla Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo, portati alla luce dalla Necropoli di Himera, lungo il tracciato del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (linea Palermo-Messina) entrato in esercizio a dicembre del 2017. Una collaborazione decennale, fra Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e la Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo, arricchita in ultimo dal fattivo impegno del compianto assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, l’archeologo Sebastiano Tusa.

Lo scavo archeologico della Necropoli della colonia greca di Himera, tra i più importanti d’Europa, ha portato alla luce migliaia di tombe (circa 9.300) e relativi corredi funerari che hanno consentito di approfondire la conoscenza delle popolazioni dell’epoca, anche sotto il profilo antropologico. Alla campagna di scavi, avviata nel 2008 e conclusa a fine 2010, è seguita l’attività scientifica di catalogazione e restauro dei reperti, custoditi finora in 16 container all’interno del cantiere ferroviario, meta, in questi anni, di studiosi e archeologi da ogni parte del mondo. Con la consegna alla Soprintendenza, la maggior parte dei reperti è stata trasferita a Palermo, all’ “Albergo delle Povere”. La rimanenza è stata distribuita fra i siti archeologici di Solunto e della stessa Himera. L’investimento complessivo di RFI per la campagna archeologica, la catalogazione e gli interventi di restauro è stato di circa 17 milioni di euro.

Il commento del presidente dell’Archeoclub di Termini Imerese, Sergio Merlino D’Amore

Il presidente Archeoclub Himera, Sergio Merlino D’Amore

Il presidente della neo associazione Archeoclub d’Italia Himera, Sergio Merlino D’Amore non ci sta e afferma: «Himera, finalmente fuori dai conteners! Bisognerebbe dire così: Himera, finalmente fuori dalla città di Termini Imerese. Allora perché non utilizzare le nostre strutture per ospitare i nostri reperti archeologici d’Himera? Perché permettere ad altre realtà di arricchire le loro vetrine già in bella vista attirando milioni di turisti?

Oggi la città di Termini Imerese ha ricevuto un duro colpo allo stomaco. Finanziamenti (Europei) per costruire le famose cattedrali dell’industria nel deserto e poi nessun vantaggio per la meravigliosa capitale dell’archeologia quì in Sicilia. Oggi Termini Imerese saluta i propri tesori che mai più faranno ritorno a casa? Una grande sconfitta per noi cittadini, una notizia inaspettata perché non c’è nulla da festeggiare, ad oggi la parola turismo sembra essere ben lontana dalla nostra bellissima realtà. Petrolio svenduto all’estero per arricchire chi di denaro ne ha già abbastanza – ha aggiunto Sergio Merlino D’Amore -. Questo bollettino di guerra segna più morti che feriti. Il turismo culturale c’è stato negato, non ci resta che lottare per non spogliarci del tutto di quello che ci resta. Chi ha il coraggio di festeggiare lo faccia pure, oggi è una giornata di lutto per la città. I nostri reperti sono un tesoro in vendita, con la speranza che le promesse siano realmente mantenute! Si, fuori dai container, per fare un maestoso ingresso nella città d’origine . I musei, oggi come ieri, si costruiscono in pochi anni».





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