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Nessuna giustizia per Natalia: morì folgorata a 13 anni

Natalia Scorsone aveva solo tredici anni quando morì colpita da una scarica elettrica. A distanza di undici anni da quel tragico momento, la seconda sezione della corte d’appello ha confermato che non esistono colpevoli. Oltre al danno, la beffa, la madre e la sorella sono state condannate a pagare le spese legali agli imputati.
Da quando la notizia è stata diramata, Montemaggiore Belsito è un paese piegato in due dal dolore. Per molti, infatti, Natalia è stata uccisa due volte, prima quella tragica notte di undici anni fa e poi da questa sentenza. Chi l’ha amata e continua ad amarla, però, non si arrende, tutti chiedono giustizia in nome di quella giovane fanciulla che aveva ancora una vita davanti.

Chi era Natalia

Natalia Scorsone era nata il 31 ottobre del 1995 a Termini Imerese, viveva a Montemaggiore Belsito. Come tutte le bambine della sua età si applicava molto nello studio, amava la matematica, l’italiano e la musica, grazie alla quale si dilettava a suonare il flauto dolce, era brava. L’italiano era una delle sue materie preferite, infatti, amava scrivere, in particolare era molto portata nella scrittura di temi e poesie. Natalia si emozionava per poco, amava gli animali e rimase incantata dinnanzi ad un grande acquario che vide in gita scolastica.
Di seguito una delle sue poesie.
L’amicizia

L’amicizia è qualcosa di bello
chi ha un amico non è mai solo,
ma se si spezza ti ritrovi così…
… Con un un immenso vuoto.

Se ritorna, un pianto di gioia
e un abbraccio ti spazza via la tristezza.

L’amicizia è qualcosa di bello, 
per chi è povero  e per chi è ricco,
per chi è triste e per chi è felice.

L’amicizia è una lampada accesa
che riscalda e illumina il cuore.

Questo è uno dei tanti testi scritti dalla piccola Natalia che, a soli tredici anni, aveva chiaro il suo futuro. Natalia, infatti, sapeva già che dopo le scuole elementari si sarebbe iscritta al liceo scientifico, per poi continuare gli studi universitari. Natalia sognava di diventare medico.
Quel sogno, però, è stato spezzato quella tragica notte del 9 agosto 2008.

La tragica notte in cui perse la vita Natalia

La notte del 9 agosto 2008 i montemaggioresi non la dimenticheranno mai. Sembrava una notte come le altre e tra i tanti pedoni che passeggiavano per strada c’era anche Natalia. Come tutte le giovani della sua età, anche la piaccola aveva il classico orario per rincasare, un pò come Cenerentola, entro la mezzanotte. Quella sera però, Natalia voleva restare ancora un po’ con le sue amiche e accompagnata da altre due bambine della comitiva, si era avviata verso casa per avvisare la madre che erano arrivati i genitori delle sue amichette e che, quindi, non sarebbero state sole.
Natalia, però, non riuscì ad arrivare a casa. Durante quel tragitto che aveva percorso migliaia di volte, la sua vita si spezzò. Passando vicino ad un palo della luce rimase folgorata da una scarica elettrica. Morì sul colpo. Le amiche che erano con lei rimasero sotto shock, ma nelle loro menti sentono ancora le urla dei passanti e di tutti coloro che si precipitarono sul posto per salvare quella giovane vita.

Tutti i tentativi di salvataggio si rivelarono inutili. Sul luogo intervenne una squadra del pronto intervento Enel di Termini Imerese che rilevò la dispersione di energia elettrica da quattro pali vicini e di conseguenza disattivarono l’impianto. I carabinieri misero l’area sotto sequestro, le indagini sulla morte di Natalia Scorsone partirono subito. Venne eseguita anche l’ispezione cadaverica da parte del medico legale.

Fu una tragedia per tutta la comunità montemaggiorese. Inoltre, soli due anni prima era deceduto il padre di Natalia, Rosario Scorsone, sindaco di Montemaggiore Belsito dal 1994 al 1999. Il paese si strinse al dolore della famiglia, distrutta dal dolore per la perdita improvvisa della figlia e sorella minore.

Tutti assolti 

A distanza di undici anni la triste sentenza: non ci sono colpevoli per la morte di Natalia. La seconda sezione della corte d’appello di Palermo ha confermato la sentenza emessa dal giudice monocratico di Termini Imerese, Alessia Lupo, che aveva dichiarato prescritta la posizione di alcuni imputati e ne ha assolti altri.

La prescrizione, arrivata perché è venuta meno un’aggravante, riguarda l’ex sindaco Stefano Castiglia e Angelo Gullo, dirigente dell’ufficio tecnico comunale, morto qualche anno fa, difesi dall’avvocato Cristiano Pagano e Felice Arena, difeso dall’avvocato Giuseppe Canzone.
Assoluzione nel merito con la formula “perché il fatto non sussiste” per un altro tecnico comunale, Francesco Palazzo, difeso dall’avvocato Roberto Mangano, e per due ingegneri dell’Enel Carmelo Catalano e Paolo Gullo, assistiti dall’avvocato Massimo Motisi.
Infine, la Corte d’appello ha condannato le parti civili appellanti, la madre e la sorella della vittima, a pagare le spese legali degli imputati.

Montemaggiore Belsito chiede giustizia

Non solo la famiglia, ma tutta Montemaggiore Belsito chiede giustizia in nome di Natalia. Il paese di 3.300 abitanti circa, chiede giustizia per la giovane rimasta vittima di quella che, a loro dire, sarebbe una negligenza tecnica. 
A seguito della notizia dell’assoluzione degli imputati sul web si è scatenata l’indignazione di tutti i montemaggioresi, sono molti gli sfoghi amari di chi ha creduto nella giustizia e ha letto nell’assoluzione degli imputati. 

«Naty, secondo te, il fatto sussiste? Sussiste che 10 minuti prima eravamo insieme in piazza a giocare ed ascoltare le canzoni di Lucio Battisti sotto il comune-scrive Chiara Catalano, una delle migliori amiche di Natalia -. Sussiste che per colpa della scarica elettrica di un maledetto palo io non mi ritrovo più accanto la mia dolce amica Naty, “sorè”, come ci chiamavamo. 
Se vuoi -prosegue-, stanotte và nei sogni di chi smonta e cerca di scomporre la verità. Raccontagliela tu la verità. Sussiste che nella tua innocenza hai spiccato il volo, sempre per colpa del palo che ti ha tirata con sé quella terribile notte.
Sussistono le urla di un’intera comunità, sussistono le Sante e Benedette mani che ti aiutavano a respirare. Sussiste l’ambulanza della rianimazione in corsa per te, che sembrava non arrivasse mai. Sussiste la mia rabbia, sempre e comunque.  Ho solo capito una cosa, che siamo nella m****a, cara stellina mia. Tu continua a danzare tra gli angeli e le stelle. A chi nega, ci penserà il Padre Eterno -conclude-.Provo uno schifo immenso e innumerabile».

Questo amaro sfogo è solo uno dei cento, mille, che in questi giorni e in queste ore continuano a susseguirsi sul web. Una frase, però, è comune in tutte le riflessioni:” Vogliamo giustizia per Natalia”.

 





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