Cronaca Sicilia Termini Imerese

Olii Tomasello: condannata la consigliera comunale del M5S Maria Terranova


Il tribunale di Termini Imerese ha stabilito che la consigliera comunale del Movimento 5 stelle, Maria Terranova, dovrà risarcire alla Olii Tomasello s.r.l. il danno causatole a seguito della pubblicazione di un post diffamatorio su Facebook per un totale di 5.000 euro più le spese legali.
L’intervento della pentastellata alludeva al fatto che l’azienda fosse in qualche modo corresponsabile degli alti livelli di inquinamento e delle patologie ad esso collegate nel territorio termitano, senza tenere conto del fatto che la Olii Tomasello srl negli ultimi anni aveva investito più di 1.400.000 euro per opere e macchinari di abbattimento fumi e agenti inquinanti, rendendola una delle società più all’avanguardia d’Italia in materia di emissioni atmosferiche.
La Olii Tomasello s.r.l. – per mezzo dei suoi legali (avvocati Carlo Petta, prof. Giovanni Scala e Francesco La Fata) – fa trapelare la propria soddisfazione per l’esito del giudizio, ciò soprattutto alla luce della vocazione ecologica dell’azienda, chiaramente confermata dal Tribunale nel provvedimento adottato.
Il giudice, in particolare, ha ritenuto che «nel caso di specie, non può revocarsi in dubbio che la frase riportata da parte resistente [Maria Terranova, n.d.r.] sul noto social network […] sia inserita in un contesto comunicativo tale da attribuirle un contenuto allusivo, percepibile dall’uomo medio, la cui portata diffamatoria appare consistere proprio nell’ascrivere alla ricorrente [Olii Tomasello s.r.l., n.d.r.] l’esercizio di una condotta […] in palese contrasto con la sua stessa finalità “statutaria” ed “istituzionale”», consistente, appunto, nell’operare tramite, l’utilizzo di energie rinnovabili, nel pieno rispetto e a tutela dell’ambiente.
La decisione è particolarmente rilevante in quanto si occupa della lesione dell’onore e della reputazione attraverso i social network, evidenziando, tra l’altro, «il contenuto meramente denigratorio del suddetto post, senza che lo stesso rechi anche dei contenuti costruttivi», rilevando la condotta della consigliera Terranova e il suo “animus diffamandi”.





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