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Politica

Europee, nel palermitano frena il Movimento e avanza la Lega

I grillini restano il partito più votato ma perdono oltre dieci punti

È una battuta d’arresto quella che giunge dalla provincia di Palermo per il Movimento 5 stelle. I grillini, che soltanto un anno fa viaggiavano sopra il 40%, con picchi che sfioravano il 50, si sono ritrovati sotto il 30%. Un dato che li rende ancora il partito più votato ma che lancia un allarme, specialmente considerando i voti assoluti: se ad occhio e croce, nel 2018 i collegi del palermitano sommati portavano in dote al Movimento circa 270mila schede, oggi ne racimolano poco più di 110mila.

La flessione che, se altrove si è tradotto con un exploit della Lega, qui ha premiato sia il Carroccio, sia Forza Italia. I salviniani hanno infatti raggiunto il 20%, mentre la terza piazza in provincia è andata agli azzurri con il 18,9%. Rivitalizzato anche il Pd, che con il suo 16,5% tiene il passo guadagnando qualche punto rispetto a poco più di un anno fa. Raddoppia in termini di percentuali la lista di Fratelli d’Italia, ora al 6,6%.

Tra i candidati più votati, Corrao (M5S) che in provincia supera Giarrusso (sempre del M5S). Nella Lega, oltre a Salvini, va bene il palermitano Igor Gelarda che però non è stato eletto. Seguono Donato (eletta) e Hopps (rimasta fuori). In Forza Italia i grandi protagonisti sono stati Giuseppe Milazzo e Saverio Romano, praticamente testa a testa in molti comuni. I due sono riusciti qui a fare meglio di Berlusconi, ma solo il primo è riuscito a farsi eleggere al Parlamento Europeo. Nel Pd è prevalsa la linea regionale del ticket Bartolo-Chinnici. In Fratelli d’Italia, il capoluogo ha dato grande consenso a Francesco Scarpinato, mentre in provincia a prevalere è stata Carolina Varchi.






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