Economia Lavoro Termini Imerese

Blutec: ammortizzatori prolungati fino a dicembre, per la Fiom necessario un progetto concreto

Si è tenuto, nel pomeriggio di oggi, l’incontro al ministero dello Sviluppo economico – coordinato dal vice capo di gabinetto Sorial – riguardo la vertenza Blutec, gruppo della componentistica commissariato il 12 marzo scorso, in seguito a procedimenti giudiziari nei confronti dei vertici aziendali.

Il Commissario giudiziale, Glorioso, ha in apertura illustrato la situazione trovata a marzo scorso e quella attuale, con una perdita mensile del gruppo ridotta da un milione al mese a circa 350mila euro. Il gruppo, secondo quanto inoltre affermato dal commissario, ha avviato un piano di manutenzione degli impianti e accresciuto il fatturato in questi ultimi mesi.

Sulla questione di urgenza più immediata, la scadenza degli ammortizzatori sociali al 30 giugno prossimo per lo stabilimento di Termini Imerese, è intervenuto Menziani del ministero del Lavoro, dichiarando che è allo studio lo strumento per la copertura del biennio 2017/18, essendo venuta meno la causale per la quale erano stati disposti gli ammortizzatori sociali. La copertura del 2019 dovrà essere invece a carico della Regione Sicilia, utilizzando i fondi per le aree di crisi complessa, status riconosciuto a Termini Imerese.

Per Simone Marinelli, Fiom nazionale, e Roberto Mastrosimone, segretario generale della Fiom Sicilia, “l’intervento di oggi ha scongiurato quello che poteva essere un problema drammatico per tutto il gruppo, del quale lo stabilimento di Termini costituisce una parte, seppur molto consistente”.

“Come Fiom – continuano – auspichiamo che l’erogazione degli ammortizzatori sociali, sul quale vigileremo, avvenga nel minor tempo possibile, tenendo presente che si tratta di lavoratori che da anni affrontano sacrifici economici, dopo anni di crisi seguiti alla dismissione da parte di Fiat nel 2011. Inoltre, cercheremo una soluzione per i 62 lavoratori dell’indotto esclusi dal primo gennaio dagli ammortizzatori sociali. Dopo l’atto di oggi è necessario utilizzare questo tempo per costruire un progetto concreto – a partire dal positivo lavoro messo in campo dal commissario e dall’intesa tra le istituzioni locali e il governo – trovando una soluzione per la reindustrializzazione dello stabilimento siciliano, anche attraverso una interlocuzione con Fca. Ridare vita allo stabilimento di Termini – concludono Marinelli e Mastrosimone – vuol dire non soltanto dar lavoro ai 691 lavoratori ex Fiat e agli oltre 300 dell’indotto ma a tutto un territorio”. Per leggere il comunicato della regione siciliana clicca quiPer vedere la reazione della Uilm clicca qui

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