Caltavuturo Comuni Palermo e Provincia Palermo Termini Imerese

Arrestato per estorsione imprenditore operante nel settore delle analisi cliniche: soldi in cambio di “nulla osta”

La vittima un imprenditore della provincia di Palermo. 

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno tratto in arresto N.I., presidente di un consorzio operante nel settore dei laboratori di analisi cliniche in Palermo e nella provincia, nella flagranza del reato di estorsione in danno di un imprenditore, presidente di altro consorzio operante nel medesimo settore.

La vittima si era rivolta alla Guardia di Finanza dopo che la società da lui rappresentata aveva rilevato nel dicembre del 2018 un laboratorio di analisi operante in Caltavuturo (PA), originariamente aggregato al consorzio dell’estorsore.

Quest’ultimo aveva negato il rilascio del previsto “nulla osta” alla fuoriuscita del laboratorio e al suo subentro nel nuovo soggetto giuridico.

Tale assenso è previsto dalla normativa regionale per il corretto funzionamento del sistema laboratoristico regionale, soprattutto allo scopo di individuare il budget assegnato a ciascun consorziato che transita presso altro soggetto, nonché per favorire l’aggregazione dei piccoli laboratori (non in grado di svolgere almeno 200.000 prestazioni in tre annualità) in organismi più strutturati. In tal modo si migliorano le prestazioni e si consente alla P.A. di interagire con un unico soggetto, scoraggiando una inefficace frammentazione. Infatti, la fuoriuscita di un soggetto potrebbe incidere sulla produttività del consorzio di provenienza, di qui l’interesse a monitorare i passaggi da un ente aggregatore all’altro. Tuttavia tale forma di assenso non prevede la corresponsione di alcunché e pertanto del tutto indebita è risultata la pretesa avanzata.

Nel corso delle indagini, svolte anche ricorrendo a intercettazioni di comunicazioni telefoniche ed ambientali, è emerso che l’arrestato, operando all’insaputa degli altri membri del consiglio di amministrazione, mediante continue e reiterate minacce più o meno esplicite, ha costretto la vittima a corrispondere indebitamente la somma di euro 56.000,00, procurandosi così un vantaggio ingiusto, con pari danno per la persona offesa.

In assenza del nulla osta e della determinazione del budget, il laboratorio di Caltavuturo, ormai entrato a far parte del nuovo consorzio, non può ricevere i previsti finanziamenti da parte dell’ASP, con conseguente insostenibilità dell’iniziativa imprenditoriale e il concreto rischio, come rappresentato anche dal sindaco di Caltavuturo, di rendere difficoltosa la fruizione di un importante servizio per i cittadini dei Comuni di Caltavuturo, Sclafani Bagni e Scillato, trattandosi dell’unico centro di prelievo in una zona montana svantaggiata.

L’estorsore ha dapprima cercato di farsi assegnare una quota del budget del laboratorio uscente, poi ha minacciato di rilasciare il nulla osta soltanto dal 1° gennaio 2020 e, infine, ha mascherato come ristoro di un danno patito ilprofitto dell’indebita costrizione svolta nei confronti della persona offesa.

L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale Antonio Lorusso – Pagliarelli di Palermo, a disposizione dell’A.G.

L’arresto è stato convalidato dal GIP di Palermo.

La replica: “Noi danneggiati e offesi”

“Il nulla osta non è mai stato chiesto da Karol a Gdm – si difende Ippolito -. La cifra era solo un ristoro dei danni subiti dal Consorzio visto che Karol ha eseguito illegittimamente gli esami altrove e senza autorizzazione. Sono stati l’Asp e l’assessorato a negare i pagamenti a Karol per gli esami che non avrebbe dovuto e potuto effettuare in mancanza di autorizzazione. Dal primo gennaio Karol ha eseguito l’attività abusivamente. Ribadisco che il nulla osta non è mai stato chiesto al Consorzio – prosegue Ippolito – che altrimenti lo avrebbe rilasciato come previsto dalla legge e come avvenuto in altre circostanze. Hanno fatto apparire la situazione come un’estorsione, ma si trattava di soldi che il Gdm doveva ricevere anche per delle spese legali nei giudizi che hanno visto Karol soccombere e per un decreto ingiuntivo mai onorato da Karol. L’assegno era intestato al Consorzio, di cui ho sempre difeso gli interessi. Se il Consorzio è tra i più grandi della Sicilia lo è in virtù della trasparenza di gestione. Lo stesso Gip – conclude Ippolito -, e le carte sono a disposizioni di tutti per verificarlo, spiega che non si sono indizi di colpevolezza in ordine alla incolpazione provvisoria contestata dal pm”. 






2,033 Visite totali, 6 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *