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Riscoprire la bellezza dei luoghi senza tempo della Sicilia, la città arabo-normanna di Monreale


Valorizziamo la nostra terra. Le vacanze facciamole girando la Sicilia. Oggi parliamo di Monreale.

La città di Monreale, è la  ventunesima città più popolosa della Sicilia. Il nome significa “monte regale” con evidente significato. Sita a meno di dieci chilometri da Palermo, sorge in continuità urbanistica con il capoluogo siciliano fra la Conca d’Oro, la pianura così chiamata per i colori dei suoi frutti, prevalentemente agrumi, che hanno dei riflessi dorati(il più tipico di questi è il mandarino tardivo) e la Valle Oreto.
È uno dei primi esempi di società multietnica, ai tempi caratterizzata dalla presenza di arabi, bizantini, normanni, spagnoli dove ciascun gruppo ha dato il suo apporto, anche allo sviluppo architettonico della città.

Luogo d’interesse culturale da secoli, è meta turistica molto ambita.
Dal 1992 è anche sede dell’Acquapark, il più grande parco acquatico della Sicilia.

In tutto il mondo e nel 2015 anche l’Unesco ne ha riconosciuto l’importanza artistica e architettonica: la sua famosa cattedrale arabo-normanna ,assieme a quella di Cefalù è fra le più belle del territorio. Caratteristici panorami mozzafiato fanno da cornice  tutti da rintracciare nei vari punti d’osservazione.

L’ingresso che comprende un’area posteggio, rimanda per per certi versi per chi c’è andato, alla nota città italiana di San Marino. Anticamente si diceva:” Chi va a Palermo e non va a Monreale , ci va asino e torna”. Una capatina dunque, a questo punto, occorre davvero farla.

LA LEGGENDA

Monreale nacque con i normanni verso l’XI secolo. Era in questo luogo in cui i re normanni si ritiravano per riposare dalle fatiche della guerra e dal governo della Sicilia .Morto Ruggero II, il regno passò a Guglielmo I detto il Malo. Alla morte di Guglielmo, succedette il figlio Guglielmo II detto il buono. Una notte del 1171,il sovrano dopo una battuta di caccia addormentandosi sotto un carrubo ebbe in sogno l’apparizione della Madonna che gli svelava il posto dove era nascosto un immenso tesoro (bottino di guerra di suo padre) con il quale Guglielmo avrebbe dovuto erigere un tempio a lei dedicato. Fu così che il re dopo aver dato ordine di sradicare il carrubo e di scavare finché non avessero trovato qualcosa, riportò alla luce un tesoro di dimensioni spropositate e subito chiamò i migliori ingegneri, architetti, mosaicisti, muratori, carpentieri, marmisti, ebanisti per poter costruire il duomo dedicato alla Madonna elevando così il meraviglioso tempio. 
Il 5 febbraio 1182, Lucio III, su richiesta dello stesso Guglielmo, elevò la chiesa di Monreale a “Cattedrale Metropolita”.

È possibile ammirare la chiesa di Santa Maria Nuova  da Piazza Vittorio Emanuele adiacente alla fontana marmorea del Tritone di Mario Rutelli su cui si prospetta il Municipio.

LA CATTEDRALE

Prima che Duomo fosse finito, il mondo ne parlava con meraviglia: lo stesso papa Alessandro III, in una bolla inviata al sovrano nel 1174, esprimeva tutta la sua gioia per la solennità del monumento.

La Cattedrale,connubio di stili, è nota in tutto il mondo per i suoi mosaici: una superficie di oltre 6.000 metri quadri e oltre 130 mosaici bizantini adornano la chiesa i quali raffigurano la storia del creato dagli inizi alla vita pubblica di Gesù, le vicende degli apostoli Pietro e Paolo, la corte celeste gremita di santi, martiri e vescovi tra cui l’inglese Tommaso Becket, oppositore del re Enrico II, la cui figura non è mai stata rappresentata nelle altre chiese italiane. Al centro della chiesa, nell’abside, spicca il grande mosaico del Cristo Pantocratore che, illuminato dalla luce esterna, crea un effetto visivo unico. Molto interessante da visitare poi all’interno,il Museo d’arte sacra al quale si accede per la Cappella del Crocifisso con
collezioni di quadri, paramenti sacri e oggetti liturgici, oltre ad un bellissimo ciclo di affreschi del 1700.

IL MONASTERO

Il monastero di San Benedetto nel 1182 diventa sede arcivescovile.
Fu importante perché Guglielmo e poi il suo successore ospitarono i monaci che avevano chiamato per sopraintendere alla cattedrale, tanto che l’Abate Teobaldo divenne il primo arcivescovo della nuova Arcidiocesi. Il chiostro del monastero è a pianta quadrata in stile romanico, caratterizzato da splendide colonne binate, alcune in stile arabo. Al centro del chiostro c’è un giardino, con una fontana a forma di palma dalle cui foglie sgorga l’acqua.

 

LA FESTA DEL CROCIFISSO DEL 3 MAGGIO

Un bellissimo Crocifisso artistico ligneo ma modellato con una “mistura” cioè con materiale duttile di gesso,tela e cartapesta, risalente al 1525 di Antonello Gagini, viene portato in processione dal Duomo alle vie centrali cittadine. Il corteo è aperto dal Vescovo, dalle autorità religiose e civili, dalla Confraternita dei fratelli del Crocefisso, tutti vestiti di bianco con sul capo un fazzoletto pure bianco ornato di disegni: incarico che spesso si tramanda di padre in figlio per varie generazioni. Commovente il momento in cui in fila, si offrono delle rose al crocifisso in segno di devozione.

LA LEGGENDA DEL CROCIFISSO

Anche qui una leggenda legata al Crocifisso: si pensa che sia a giunto per caso a Monreale, fu conteso con i palermitani che ne rivendicano infatti la paternità. La decisione spettò ad un carro di buoi su cui fu posto il simulacro ripescato in mare. Dopo averli avviati, nel luogo in cui si sarebbero fermati gli animali si sarebbe costruita la chiesa della Collegiata che diventò così la sua dimora.

Prodotti tipici: Dolcetti con pasta di mandorle, cannoli alla siciliana, cassate. Vini. Locali pregiati tra cui Rocche di Rao nelle tre qualità, bianco, rosso, rosato ed il tipico pane monrealese

Itinerario nei dintorni: San Cipirello. Scavi recenti hanno messo in luce i notevoli resti di una grande città antica, chiamata Ietum e situata sul monte Iato che sovrasta San Cipirello e sul vicino San Giuseppe Iato. La città, sicuramente fiorente a partire dal IV secolo avanti Cristo, venne completamente distrutta all’epoca dell’imperatore Federico Il.

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La Cittadella di Monreale appare molto tranquilla . Le strade ed i vicoli che profumano ancora d’antico sono deliziose e nelle loro varie caratteristiche vanno tutte scoperte e valorizzate nella loro unicità.

Da conoscere poi,scovandola in una piccola stradina, un’insolita e deliziosa “Ristopizzalibreria” davvero molto originale poichè interamente costituita da libri ed oggetti in stile retrò per una cena fatta di colori, dipinti, sapori, profumi, note musicali. Un’atmosfera artistica tutta da conoscere e da scoprire dove perfino il bagno è immerso dai libri e dalla musica soft di sottofondo. Il relax e lo stupore sono assicurati.

Se cercate emozioni siete giunti nel posto giusto ma il consiglio è quello di scoprire il tutto passo passo ,con gli esperti e gli  amanti del luogo capaci di far immergere il visitatore alla scoperta, ed allo stesso tempo, alla ricerca della pace dei sensi di luoghi senza tempo.

Tratto dalla silloge” A un passo da me” di Matilde La Placa :

“Scopro luoghi dove la sicilianità
ha concepito le sue antiche origini
di splendore,
dove essa ha ancora il suo lento scorrere,
dove la memoria è ancora viva
e incontaminata dal tempo,
deliziata dal contatto
dei nitidi di colori della terra
cullata da un alito tenue e puro
di un mondo che appare innocente
e ancor racchiuso tra fili d’erba intatti
e nascenti.

Qui le mie parole si intersecano irresistibili
e scivolano spontanee, inarrestabili
in un fluire veloce
di fiumi d’intensi sentimenti”

Le foto






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