Cronaca Mondo Sicilia

Parte la missione nello spazio guidata dal siciliano Luca Parmitano


REGIONE: PARMITANO, GLI AUGURI DI MUSUMECI
“Cinquant’anni fa un essere umano camminò per la prima volta sulla Luna. In quella missione c’era un po’ di Sicilia: Filippo Pagano, un emigrato di Terrasini (provincia di Palermo) costruì, infatti, la strumentazione di bordo dell’Apollo 11 che portò gli astronauti fin lassù. In questi momenti, dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, è pronto al decollo per lo Spazio il colonnello paternese Luca Parmitano, un’altra eccellenza siciliana. Sarà il primo comandante italiano della Stazione spaziale internazionale. Gli abbiamo fatto pervenire un gagliardetto della Regione Siciliana e siamo certi che sarà sempre in contatto con la sua Isola che ha più volte fotografato dall’alto. Con orgoglio ed emozione gli auguro buona missione, ‘al servizio dell’umanità’ e con l’ammirazione, ne sono certo, della comunità siciliana”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a poche minuti dalla partenza della missione Beyond.

LE PAROLE DI PARMITANO PRIMA DELLA PARTENZA

Baikonur, 20/7/2019 – 08:00
La mia mente è completamente sgombra, al contrario del cielo che mi sovrasta, trapunto di nuvole di un bianco abbagliante immerse nel blu immenso e senza tempo.
Il calore del sole mi brucia pensieri e pelle, mentre corro fra i piccoli sentieri. Pochi mesi fa tutto era grigio come il ghiaccio, bianco come la neve, nero come terra arida; adesso invece sono circondato da alberi ricoperti di foglie e vita, e piccole mele ancora acerbe, e verdi come gli occhi delle mie figlie.
Il mio pianeta mi osserva e mi saluta, e io ringrazio in silenzio, nel silenzio dal quale sono avvolto. Il vento fra i cespugli e le fronde accompagna il ritmo dei miei passi. Sembrano fare troppo rumore, e abbandono il sentiero per sentire sotto di me l’impatto, più soffice e attutito, della terra nuda. Passo tra due arbusti, spine e fiori che caparbi sopravvivono nonostante tutto, e d’improvviso mi ritrovo in una nuvola di farfalle arancioni che si sollevano in volo, incuriosite e per niente preoccupate dalla mia presenza aliena. Dozzine e dozzine, in un fluttuare senza suono, una danza di grazia e vita e colore.
Mi accorgo che sto sorridendo: la Terra, a modo suo, abbraccia un figlio.






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