Cronaca Palermo Sicilia

Commercio illegale specie protette: tre denunciati per vendita coralli protetti

Nei giorni scorsi i carabinieri forestali del centro anticrimine natura di Palermo – Nucleo CITES sono stati impegnati in un’operazione volta al contrasto del traffico illegale di coralli appartenenti alla specie scleraptinia.

I controlli hanno portato al deferimento all’autorità giudiziaria di tre soggetti, titolari di altrettanti negozi di bigiotteria etnica, che detenevano ed esponevano per la vendita all’interno di ciascuno degli esercizi commerciali numerosi specimen di coralli protetti dalla convenzione di Washington, meglio conosciuta come CITES (convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione).

Sono stati complessivamente sequestrati 12 kg circa di coralli e 18 esemplari tutti appartenenti alle famiglie della scleraptinia e delle tubiporidi.

In occasione delle vacanze estive, i Carabinieri Forestali ricordano ai cittadini che hanno intenzione di recarsi in viaggio in paesi esotici, di verificare precedentemente all’acquisto di souvenir ricavati da specie animali e vegetali protette, di acquisire le opportune informazioni dai siti ufficiali del Ministero dell’Ambiente o del Ministero dello Sviluppo Economico o di recarsi presso i nuclei Cites dell’Arma dei carabinieri presenti sul territorio.
Il rientro in patria con tali ricordi di viaggio, può costare molto caro se si è sprovvisti di autorizzazione Cites. Infatti molti stati, tra cui l’Italia, vieta l’importazione di tali articoli senza i dovuti permessi, punendo gli eventuali tentativi con sanzioni amministrative. In Italia le importazioni di tali oggetti è punita, in assenza della prescritta certificazione cites, con sanzione amministrativa che va da 1000 a 9000 euro, o, in caso di specie animale e vegetale non rara, da 1000 a 6000 euro. In ogni caso è sempre prevista la confisca dell’oggetto importato.
Non è da escludere che si possa essere sottoposti a controlli anche presso la dogana di dallo stato di origine e pertanto essere puniti dalle autorità di tale stato.






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