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Crisi di Governo: Inconciliabili divergenze?

Le posizioni di M5s, PD e Lega

Proseguono febbrili le trattative tra M5s e Pd, tra veti incrociati, prese di posizione e diversità di vedute i due principali partiti coinvolti tentano faticosamente di raggiungere un accordo che consenta al Presidente Mattarella di affidare l’incarico per formare il governo.

Mentre il tempo concesso si assottiglia le divergenze invece di appianarsi risultano essere vieppiù insormontabili. Il rischio che la trattativa imploda per l’impuntarsi di uno o di entrambi i contendenti è papabile.

Sicuramente non è facile districare questo nodo gordiano che coinvolge due diversi modi di interpretare la politica; da un lato un partito strutturato che, pur con le sue contraddizioni interne cerca, dal suo punto di vista, di scongiurare il rischio di elezioni anticipate che presumibilmente vedrebbero vincitori i partiti di destra. Dall’altro lato della barricata vi è un movimento che deve fare i conti con una crisi adolescenziale, solo così si spiegano le prese di posizioni, le recenti impuntature (o Conte o niente), che fanno a pugni con la realtà politica fatta di mille sfaccettature, di accordi, di compromessi e, perchè no, anche di rinunce.

Probabilmente i M5s sono rimasti talmente scottati dall’esperienza di governo con la Lega che temono di apparentarsi con chicchessia, diffidano di chiunque dimostrando con questo atteggiamento la loro immaturità politica, l’arroccarsi  su posizioni integraliste non è certo il modo migliore per proseguire il dialogo.

Con questo clima di guerra guerreggiata, fatta di comunicati e controcomunicati, si inserisce Salvini che cerca continuamente di rientrare in gioco dopo che ha sbattuto sdegnosamente la porta. Ripete come un mantra gli argomenti su cui ha puntato sin da quando, nel 2013, prese le redini della Lega. Boldrini, migranti, Renzi, Boschi, Tav, sono sempre le stesse parole che vengono pronunciate con una piccola ma significativa trasformazione, l’ex ministro da secessionista è diventato sovranista.

Gli altri partiti

Forza Italia e Fratelli d’Italia tifano ovviamente per le elezioni, certi di vincerle insieme alla Lega.

Gli altri partiti minori, fortemente a rischio sparizione, consapevoli delle difficoltà di raggiungere la fatidica soglia del 3%, qualora si andasse alle elezioni, sperano fortemente della creazione di un nuovo governo ed ottenere un qualche piccolo strapuntino. 

E il programma del nuovo governo, la manovra economica, il problema dei migranti, il lavoro, il welfare, la salute dei cittadini? 

Degli accorgimenti che i due partiti intendono adottare non è fatta alcuna menzione, si spera che almeno nelle segrete stanze (quanto sono lontani i tempi dello streaming con Bersani eh M5s?) qualcosa sia stato accennato e che non  solo di poltrone si sia parlato






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