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Servono guardiani per le dighe: la Regione li prende dall’organico dei musei

Dai musei alle dighe. La dirigente del dipartimento Personale della Regione, Rosalia Pipia, ha deciso il trasferimento di 13 dipendenti al servizio di guardiania delle dighe: sette di loro provengono dal dipartimento Beni culturali, per una decisione che fa saltare sulla sedia il sindacato autonomo Cobas-Codir. “Dopo quasi due anni di governo Musumeci – attaccano in una nota i segretari Dario Matranga e Marcello Minio – cominciamo ad avere una triste certezza: la mancanza di un reale, serio, progetto sulla politica del personale regionale. A segnare il senso di questa constatazione le nuove attività di trasferimenti scriteriati di personale regionale (già in servizio in uffici che si trovano in forte carenza organica) per andare a svolgere anche servizi di guardiania nelle dighe senza avere – fra l’altro – la formazione e l’esperienza tecnica per svolgere la delicata attività richiesta”.

I sindacati chiedono invece che a fare da guardiani alle dighe vengano inviati i dipendenti dei Consorzi di bonifica: “Attraverso processi di mobilità che coinvolgano soprattutto i lavoratori dei Consorzi di bonifica (ovvero personale già pagato dalla Regione) – proseguono i Cobas – si potrebbe “portare” nelle dighe, fra l’altro su base volontaria, personale dotato della necessaria esperienza e della indispensabile formazione tecnica; invece, anche l’impegno del governo di portare avanti appositi tavoli tecnici per individuare mansioni e profili in base alle categorie del personale (su cui c’è incertezza) da inviare alle dighe è rimasto lettera morta, nonostante le continue sollecitazioni del sindacato”. 




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