Salute Salute e Benessere

Salute e benessere: i danni causati dal sole e l’importanza della prevenzione




“Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo” ed io lì mi immagino la sigla di Pollon con Cupido in pannolino a correre accanto al sole. Senza bruciarsi o sudare, come se fosse in pieno centro su una slitta a correre su e giù per l’Alaska.

Se si traspone la situazione ad oggi, si possono intravedere le donzellette in spiaggia, oleate pur nei capelli ed i maschioni traslucidi più dei buon vecchi Bronzi di Riace. E settembre è o non è il momento giusto per fare un bel controllo e prenderci cura della tua pelle?

Ma il sole è realmente un nostro amico a trecentosessanta gradi? Ok che permette la fotosintesi clorofilliana e favorisce la produzione di vitamina D. Rende anche più allegri, grazie alla sua interazione con la produzione di endorfine e serotonina. Un moderatore dell’umore super naturale.

Come ogni processo biologico, però, è bene valutare anche i contro a cui può portare una lunga esposizione ai raggi solari.

In prima istanza immaginati, ben disteso sulla tua stuoia e cominci ad avvertire calore e rossore in tutto il corpo, quella è la famosa vasodilatazione, che va a braccetto con sudorazione e termoregolazione.

E nel frattempo i raggi ultravioletti, soprattutto gli UVB quelli particolarmente intensi super attivi dalle 12.00 alle 15.00, stimolano la produzione di melanina ed un conseguente ispessimento epidermico per aumentata produzione cellulare. Riescono a lavorare attivamente pur non penetrando profondamente perché producono radicali liberi che danneggiano il DNA con conseguente cancro alla pelle.

Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti favorisce a breve termine l’insorgenza di scottature e a lungo andare anche a formazione di rughe e cheratosi. In altri casi il fine ultimo è appunto incorrere in lesioni pretumorali e nel più pericoloso dei tumori cutanei: il melanoma.

Una delle pratiche principali in dermatologia è infatti la mappatura dei nei, una valutazione svolta dal dermatologo sullo stato e sulla morfologia delle lesioni pigmentate presenti sulla pelle, che comunemente chiamiamo appunto “nei”.

Durante la visita si osservano in forma, simmetria, bordi, colore e dimensioni. L’obiettivo dell’indagine è la ricerca di eventuali neoformazioni dalle caratteristiche atipiche, di cambiamenti dei nei nel corso del tempo o di tumori della pelle. Si tratta dunque di un esame diagnostico preventivo che può precocemente individuare neoplasie della cute e offrire più di una chance di cura.

Quindi che si fa, cerchiamo di prevenire ?






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