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Blitz europeo contro la pirateria tv, ”Oscurata Xtream Codes”

La Guardia di Finanza va all’offensiva contro i pirati del calcio, dei film, delle fiction. Oltre 100 militari del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche provano a smantellare un’organizzazione clandestina tra le più importanti al mondo. L’organizzazione permetteva a circa 5 milioni di italiani di visionare tutti i canali di Sky, di Mediaset Premium (finché è stata attiva), di Dazn, di Netflix, di Infinity (gruppo Mediaset) in cambio di un abbonamento low cost. Solo 15 euro al mese.

I militari si muovono sotto la regìa dei magistrati Giovanni Melillo, Vincenzo Piscitelli e Valeria Sico della Procura di Napoli. L’organizzazione illegale aveva messo in piedi una vera e propria rete commerciale. I pirati trasformavano il segnale televisivo – comprato in modo lecito – in un flusso di dati digitali in grado di viaggiare via computer. Quindi inviavano questo flusso a delle rivendite che erano particolarmente radicate in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Queste rivendite proponevano poi il pacchetto in vendita all’utente finale.

I clienti erano divisi in tre categorie: famiglie, imprese e perfino hotel. L’utente finale doveva dotarsi di un programma che poteva scaricare da uno specifico sito (che ora sarebbe stato oscurato). Quindi immetteva le sue credenziali per vedere partite, film, fiction. Lo stesso sito permetteva di comprare uno speciale abbonamento a 59 euro al mese. Questo abbonamento più caro consentiva di vedere i contenuti tv piratati; ma anche di rivendere il servizio ad altre persone. Si è creata così una catena infinita di piccoli distributori dei canali televisivi (che trattenevano per sé una percentuale dei ricavi).

In alcuni casi, i clienti dovevano dotarsi di un decoder illegale (o “pezzotto”). Quando è scattato l’oscuramento del sito, oltre 700 mila utenti erano online. Tutti i clienti – dice in conferenza stampa il colonnello Giovanni Reccia – rischiano ora il carcere da 6 mesi a tre anni e una multa fino a 28 mila 822 euro. Gli investigatori proveranno a rintracciarli attraverso le carte di pagamento con cui hanno acquistato gli abbonamenti.

I nostri finanzieri dunque hanno sequestrato il sito – con sede in Bulgaria, ideato da due cittadini greci – che offriva la visione. A Salonicco, i nostri finanzieri e la Polizia greca hanno anche arrestato un cittadino ellenico – C.P., uno degli artefici della piattaforma – che aveva con sé 110 mila euro i contanti, molte criptovalute, attrezzature informatiche sofisticate.

Altre 4 persone coinvolte hanno subìto il blocco di 197 tra carte Paypal e Postepay, conti correnti bancari e wallet bit coin (per le valute digitali), dove venivano raccolti i ricavi dell’attività clandestina. Il volume d’affari viene stimato in oltre 60 milioni l’anno.

Otto ordini europei di indagine – emessi sempre dalla Procura di Napoli – sono stati eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria, con numerose perquisizioni “per smantellare le centrali del network ed aggredirne i rilevanti proventi illeciti”. Sequestrati in tutto altri 80 siti internet e 183 server “dedicati alla diffusione dei flussi audiovisivi”.

Secondo la Guardia di Finanza sono migliaia le persone che hanno perso il posto di lavoro, in Europa, in seguito alle crisi aziendali indotte dal sistema smantellato questa mattina

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