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Radiologia: Palermo pioniera nelle terapie a ultrasuoni focalizzati

Un’innovativa tecnica di radiologia interventistica permette di curare disturbi neurologici con procedure mininvasive e senza alcuna incisione chirurgica. È stata sperimentata per la prima volta in Italia al Policlinico universitario nel 2015 e adesso si traccerà un bilancio dei risultati nel corso di un congresso che si svolgerà nella Sala Mattarella del Palazzo Reale

Una tecnologia innovativa che consente di curare disturbi neurologici, come il tremore o anche il dolore, con procedure mininvasive e senza alcuna incisione chirurgica. È la terapia con ultrasuoni focalizzati, sperimentata per la prima volta in Italia al Policlinico universitario di Palermo nel 2015 e che adesso – dopo risultati promettenti – si sta diffondendo anche nel resto del Paese. Allo studio di questa nuova tecnica sarà dedicato il congresso scientifico “Focused Ultrasound in Neurosciences: italian workshop”, che si svolgerà a Palermo, venerdì 27 e sabato 28 settembre nella Sala Mattarella del Palazzo Reale.

Questa innovativa tecnica di radiologia interventistica, nota anche con l’acronimo MRgFUS (Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound Surgery) prevede l’utilizzo di un’apparecchiatura di risonanza magnetica per il monitoraggio della procedura e sfrutta le caratteristiche fisico-meccaniche degli ultrasuoni che, se focalizzati in un punto, sono in grado di generare un netto aumento della temperatura nei tessuti biologici con conseguente morte cellulare. Sono questi, dunque, trattamenti non invasivi che non necessitano di alcuna incisione chirurgica, dal momento che gli ultrasuoni possono attraversare i tessuti non arrecando alcun danno agli stessi, se non nel punto su cui vengono focalizzati.

Dopo quattro anni, la terapia con ultrasuoni focalizzati a Palermo è ormai una procedura consolidata, praticata al Policlinico, nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Neuroscienze Interventistiche diretto da Massimo Midiri. Proprio lì, nel 2015 è stata installata la prima apparecchiatura in Italia per il trattamento di disordini neurologici per via trans-cranica e la prima al mondo mai installata su uno scanner di risonanza magnetica da 1,5 Tesla (nei pochi altri centri al mondo in grado di eseguire la stessa procedura, erano utilizzati esclusivamente scanner operanti ad un’intensità di campo di 3 Tesla).

“Abbiamo iniziato con cautela, portando a termine rispettivamente sette e otto procedure nei primi due anni – spiega Cesare Gagliardo, neuroradiologo, dottore di ricerca in Neuroscienze e Disturbi del comportamento al Policlinico di Palermo, nonché responsabile scientifico del congresso – . Grazie ad una squadra multidisciplinare che vede coinvolti il neurologo Marco D’Amelio (responsabile dell’ambulatorio per la Malattia di Parkinson, parkinsonismi e disordini del movimento), ed il neurochirurgo Domenico Iacopino (responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia), nel 2017 abbiamo chiuso con una quindicina di interventi, circa uno al mese, e adesso andiamo avanti con circa otto procedure al mese e stiamo per tagliare il traguardo del centesimo intervento complessivo. C’è una lista d’attesa lunghissima, con richieste che arrivano soprattutto dal resto d’Italia e anche dall’estero, ma l’incremento del numero di procedure da noi effettuate ci permette di far fronte al crescente numero di pazienti che si rivolge alla nostra struttura. L’esperienza di Palermo è stata, inoltre, presentata all’ultimo congresso mondiale dedicato agli ultrasuoni focalizzati tenutosi a Barcellona”.

“Fino a cinque anni fa, per curare certe patologie – prosegue il neuroradiologo – era necessario fare un intervento chirurgico vero e proprio, con tutto quello che ne consegue, come rischi di infezione, emorragie o danni neurologici, con lunghi periodi di permanenza in ospedale. Oggi noi riusciamo a effettuare la stessa tipologia di procedura, senza aprire in alcun modo il cranio e senza incisioni chirurgiche, ma attraversando con gli ultrasuoni, tutti i tessuti, assicurando un beneficio per quanto riguarda il controllo del tremore assolutamente equiparabile ai tradizionali interventi chirurgici”.

 

 

 

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