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Catania City Ballett: emozioni a passo di danza

Un’ arte antica e primitiva, intrisa di magia, capace ancor oggi di parlare con il linguaggio del corpo

di Rosalinda Camarda 

“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza “. Mi piace dare inizio a questa intervista con le parole di Pina Bausch, poiché rendono appieno le emozioni che avvolgono, grazie all’arte coreutica, gli spettatori.
Questo accade quando si ha la possibilità di vedere uno spettacolo del Catania City Ballett, compagnia ormai storica del capoluogo etneo.
Certamente l’arte – e la danza non fa eccezione – ha bisogno di passione, scelte precise e soprattutto di un’abile regia che con dedizione riesca a dirigere una vera e propria orchestra fatta non di strumenti ma di corpi, non di musica ma di movimenti.
Ed è proprio grazie all’impegno e ai continui sacrifici di Michelangela Cristaldi e Sergio Platania, partner nella danza e sposi nella vita che, quello che poteva sembrare solo un sogno di due ragazzi è diventato una bellissima realtà, punto di riferimento non solo della provincia di Catania, ma di gran parte della Sicilia orientale.
Il nostro primo incontro è avvenuto in occasione della messa in scena a Palermo, dell’opera teatrale Infernu per la regia di Berta Ceglie, l’opera dantesca tradotta in lingua siciliana dal filologo messinese Tomaso Cannizzaro.
Una rappresentazione che non ha deluso le attese del pubblico che ha affollato la platea, me compresa, trasmettendo fortissime emozioni. Un Infernu dantesco che per le visioni e gli effetti realizzati da un corpo di ballo di grande qualità, quale il Catania City Ballett, e dalle scelte coreografiche di Sergio Platania e della prima ballerina Michelangela Cristaldi, hanno fatto di questo lavoro un esemplare unico. Il corpo di ballo che annulla la fisica della realtà per condurre lo spettatorenello spazio del sogno: un lavoro dove il disegno della luce, la musica e gli effetti speciali si coniugano e amplificano la danza.
Ho preso contatto con Sergio per questa intervista che ha immediatamente accettato con entusiasmo e, non appena avuto un attimo, mi ha dedicato il tempo necessario per rispondere congiuntamente a Michelangela. Conosciamo meglio, quindi, questa coppia di ballo e di vita.

Come nascono la compagnia e questo amore?

Il Catania City Ballett è nato all’interno della scuola professionale di danza “Eventi d’arte” nel 2004, per una precisa volontà di entrambi. Il nostro scopo, al di là di una esigenza personale, è quello di dare la possibilità ai giovani danzatori di non dover per forza lasciare la propria terra per lavorare professionalmente.

Quali e quanti riconoscimenti annovera a oggi la compagnia?

Le professionalità espresse hanno fatto si che si realizzassero collaborazioni con artisti di fama internazionale del calibro di André De La Roche(responsabile del Dipartimento Modern della Nuova Scuola del Balletto di Roma), Paola Belli e Kristina Grigorova (del Bolshoi di Mosca e del Maggio Fiorentino) che hanno contribuito all’arricchimento e alla crescita di tutto il corpo di ballo.
Nel corso di questi quindici anni tanti sono stati i lavori realizzati congiuntamente a personalità di spicco del mondo culturale italiano. Mi piace ricordare, in particolare, il nostro adattamento tersicoreo del pluripremiato romanzo “Capo Scirocco” della scrittrice Emanuela Ersilia Abbadessa, edito da Rizzoli, e nel maggio 2018 con il musicologo internazionale Prof. Giuseppe Montemagno, autore della performance “Omaggio a Nino Rota – il racconto di Nino” messo in scena con mie coreografie.

Qual è il vostro rapporto con il territorio e con la sua offerta culturale?

Sicuramente la forza motrice è quella di riuscire a integrare le diverse realtà presenti nel territorio etneo e non solo. Nonostante i periodi di distrazione culturale che spesso colpiscono la Sicilia, la nostra primaria volontà continua a essere quella di inserirci nell’offerta culturale del territorio, rispettando l’impegno e i riconoscimenti che hanno contraddistinto il nostro percorso.

Sovente i media lasciano intuire che dietro ai movimenti perfetti e alla grazia della danza si nasconda non solo il duro lavoro del ballerino ma anche una realtà estremamente competitiva. Qual è il vostro personale vissuto?

Agli inizi del nostro percorso la competitività era sicuramente inferiore a quella attuale ed erano primariil duro lavoro e il costante impegno per raggiungere le mete prefissate. Insomma, senza preparazione e studio tenace, le possibilità di concretizzare i nostri progetti di vita sarebbero stati inesistenti. Oggi, purtroppo, la competitività è molto più aggressiva, veicolata dalla televisione e dai suoi messaggi non sempre esatti, e alla voglia del tutto e subito tipica della poca propensione di molti giovani danzatori al sacrificio.

Quali sono a oggi i vostri cantieri aperti e i vostri progetti in fieri?

Come già detto il Catania City Ballett si inserisce nel panorama nazionale con diverse produzioni e tournée compiuti da quindici anni a questa parte e trovando sempre grande riscontro di pubblico e di stampa. In questo periodo la compagnia è impegnata con la prossima tournée di un nuovo lavoro dal titolo “Io sono Sicilia – Sicilianitudine”, su testi dello storico Alessio Maria Camarda Signorino e mie coreografie. Anche in questa occasione Michelangela avrà una parte centrale, come sempre nel ruolo della Prima Ballerina.

Oggi l’uomo e il ballerino rappresentati dalla tua persona sono veramente appagati e gratificati per tutto il lavoro svolto in una terra che sa essere difficile?

Assolutamente sì! Sicuramente alla mia età ho raggiunto traguardi importanti nella vita privata e professionale. Non ultimo, cosa che voglio comunicarti in anteprima esclusiva, l’ammissione all’International Dance Council (CID) all’Unesco, come professionista leader a livello internazionale. Questo riconoscimento si aggiunge all’incarico di responsabile del settore danza Sicilia per ASI ente del Coni.
Dopo questa intervista è ormai chiaro che quel fuoco percepito da spettatrice non era solo foraggiato da una mia personale empatia, ma che dietro le loro opere d’arte in danza ci sia non solo un oggettivo lavoro, ma anche una ferrea volontà di trasformare un sogno personale in una realtà collettiva per loro e per tutti quei giovani che, invece di volare via come tanti, troppi, tristi uccelli migratori, hanno detto sì alla Sicilia.

 

SCHEDA DEL COREOGRAFO M° SERGIO PLATANIA

Il coreografo Sergio Platania inizia i suo studi di danza sin da piccolo presso la scuola del Teatro Massimo di Catania. Viene nominato primo ballerino alla giovanissima età di 17 anni, e nello stesso anno danza a Catania in occasione della visita di Sua Santità Giovanni Paolo II, ottenendo così una visibilità internazionale.
Continua e perfeziona i suoi studi di danza con i migliori coreografi internazionali da Andrè De La Roche a Silvio Oddi, da Virgilio Pitzalis a Maya.
Alla giovane età di 20 anni consegue il Diploma di docente nazionale di Danza Contemporanea e nell’anno 2016 il Diploma Nazionale di Insegnate di danza accademica.
Coreografa diversi spettacoli nazionali sia per la sua Compagnia Catania City Ballet che per diverse compagnie e corpi di ballo.
E’ responsabile del settore danza Sicilia per Asi ente del Coni e formatore nazionale per la Danza.

SCHEDA DEL DIRETTORE ARTISTICO E PRIMA BALLERINA MICHELANGELA CRISTALDI

La Prima Ballerina muove i suoi primi passi all’interno di una delle storiche e prestigiose scuole di danza della città di Catania, prosegue e perfeziona i suoi studi con la M° Donatella Capraro con cui approfondisce i linguaggi verbali e non verbali della Danza, producendo una tesi di Master post Laurea in “ Comunicazione e linguaggi non verbali. Psicomotricità, Musicoterapia e Performance” conseguito presso l’università degli studi di Venezia Ca Foscari. Ciò completa il suo percorso di studi che la vede nell’anno 2004 laurearsi a pieni voti presso l’Università degli studi di Catania in Lettere Moderne indirizzo storico artistico con tesi dal titolo Attività Coreutica a Catania nell’ultimo trentennio del XX secolo.
Michelangela Cristaldi non ha mai smesso di danzare e calcare i palcoscenici più importanti italiani e esteri coreografata dai più importanti coreografi al mondo.

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