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Valori di oggi: comportarsi secondo coscienza nel complesso percorso della vita

Sentiamo dire e diciamo spesso che i valori di oggi non esistono. Non è così. Tutto esiste.
Esistono ancora i valori se ci si vuole credere, le cose si mantengono se c’è consapevolezza di portarle avanti con la volontà e con la voglia ,se si è soprattutto caparbi oltre che costanti e determinati.

Non c’è nessuno che impedisca di farlo,che dica che sia sbagliato, nessuno ha mai detto che comportarsi bene sia fuori moda. È solo una consuetudine probabilmente di fare le cose proibite che attira di più,di provare ciò che infondo,con coscienza,si sa già che non sia giusto. Una sorta di peccato di Adamo ed Eva che come degni discendenti è evidentemente nostra caratteristica perseguire spudoratamente.

Sono poi, l’insoddisfazione oltretutto e la noia che hanno preso il sopravvento assieme al materialismo assoluto. E questo porta a rendere le persone sempre più vuote ed aride, prive di concretezza.

Molti agiscono infatti nella massa per imitazione. Ciò che è sbagliato lo si gusta maggiormente per il solo “osare” o anche, per lo più delle volte, per il compiacere all’altro,in questo caso per non essere da meno, per appartenere in qualche modo ad un ” conformismo dei valori”

diventando inconsapevolmente “prodotti di serie” di categorie umane, uniformi prototipi di uomini privi di ragione e di buonsenso. Tanto, poi, l’errore si giustifica con facilità con la scusa che se c’è  stato uno già a precedere, anche l’altro, può ripeterlo senza compromettersi,  vergognarsi o destare meraviglia. 

Non c’è da sentirsi in colpa “oggi”, si può addirittura essere quindi giustificati ed in qualche modo, si può continuare a camminare a testa alta senza sentirsi a disagio anche dopo aver sbagliato, senza dover chiedere scusa a nessuno, naufragando nell’errore e mettendo a tacere la voce della coscienza. Certo, in una società così all’avanguardia, distinguersi per correttezza, per positività,non fa certo sentire fighi ed intraprendenti,
non dà quel senso di appartenenza all’essere moderni.

Ebbene, l’errore è questo: essere cittadini del duemila e venti che sta per arrivare non significa usare tutto ciò che si ha senza misura fino all’esaurimento, comprese pure le persone per poi “buttarle”. La morale purtroppo non viene più seguita,nè tanto meno l’etica, non  se ne conosce il significato,non c’è nessun fine da raggiungere se non l’appagamento di sé stessi. E per il soddisfacimento di tale obiettivo, non si guarda nulla, senza tollerare il minimo rispetto.

Ma i sentimenti, i valori, le persone non si ricomprano,non si sostituiscono come gli oggetti di consumo semplicemente perché a differenza di tali,”esistono”. Spesso,anzi,si dovrebbero riciclare proprio le cose “rotte”, sono quelle che si dovrebbero aggiustare per prime senza disfarsene con tanta semplicità. Sarebbe giusto fare proprio questo.
Non è la società ad essere sbagliata, che smette di esistere ma sono le persone che non si impegnano. Anzi,che non si vogliono impegnare.

Non ci sono quindi realmente dei “cattivi” esempi da seguire e  non ci sarebbe bisogno dell’altro per sbagliare perché è l’uomo moderno che preferisce seguire  il gregge errante e  si tuffa nella perdizione assoluta. Se si restasse ciò che si è senza seguire l’altro, se tutto ciò che le famiglie sane hanno insegnato lo si portasse fuori e nella vita, non ci sarebbe nulla di perduto.

Nessuno sarebbe meglio infatti perso se non trasformasse o cambiasse il proprio essere. Non diamo pertanto sempre colpa alle famiglie che non insegnano, che non instruiscono, che non immolano i caratteri e forgiano le menti, che non scuotono gli animi perché non è sempre così. Sarebbe troppo facile ma non è così scontato come sembra . La mente è più complessa.

Quella di oggi è invece apatia. Apatia al vivere, inerzia, egoismo, assenza , poca percezione di sé stessi. È questo che prevale, il niente. Si vive nel nichilismo. Sono corpi che camminano oggi che ricercano l’ignoto, che vagano senza sapere che stanno cadendo lungo il precipizio, nel baratro di sé stessi.

E allora, se c’è qualcosa da ricercare, sarebbe meglio rintracciare le proprie radici,le idee del passato con cui identificarsi. Forse ci potrebbe essere un nuovo ed inaspettato attaccamento che porterebbe ad un inizio migliore . Anche personalizzato potrebbe andar bene, purché ci  sia  apertura, condivisione, tolleranza.

E chissà se in questa ricerca d’identità senza freni che sta coinvolgendo troppe generazioni contemporanee, si possa riscoprire qualche valore autentico nell’era del tecnologico e dell’avanzato. Se a questo punto si potesse in qualche modo fondere qualche valore antico assieme a dei sentimenti autentici, questo vuoto interiore non più personale ma collettivo da cui non si riesce ancora ad uscire, potrebbe anche cessare.

Con un buon accostamento di positività, magari originale, una società moderna divenuta vintage, potrebbe ritrovare finalmente il suo equilibrio e la sua armonia perduta e non più utopica.

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