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Operazione “Buche d’oro”: arresti all’Anas per corruzione, coinvolto anche un termitano

Nella maxi operazione della Guardia di Finanza denominata “Buche d’oro” sono stati arrestati alcuni funzionari dell’Anas e imprenditori dell’area compartimentale etnea e di imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento.
Gli indagati sono accusati di corruzione in concorso commessi nell’esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale e centrale.
Si tratta nello specifico di quattro funzionari dell’Anas e altrettanti imprenditori. Un ingegnere dell’Ente è stato sospeso per un anno.

L’inchiesta rappresenta il prosieguo dell’operazione ‘Buche d’oro’ del nucleo Pef della guarda di finanza di Catania su quelli che la Procura definisce i “rodati circuiti corruttivi all’interno dell’Anas di Catania che vedono coinvolti dirigenti e funzionari infedeli responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori corruttori compiacenti”. 
I Pm parlano di “mercimonio e dazione di tangenti” con “illegittimi risparmi di costi consentiti alle imprese” che, in accordo con funzionari Anas compiacenti, “scovavano, tra le pieghe dei capitolati tecnici dei lavori loro affidati, ampi margini di ‘manovra’, individuando le lavorazioni da non effettuare o da realizzare soltanto in parte”.

“I pubblici ufficiali coinvolti – accusa la Procura di Catania – piegavano i loro poteri discrezionali di vigilanza e controllo orientandoli al perseguimento di scopi criminali, in totale dispregio dei rilevanti interessi pubblici in gioco. Il profitto conseguito era pari a circa il 20% dei lavori appaltati e veniva assegnato per un terzo ai dipendenti Anas corrotti e, per la parte restante, restava nelle casse dei corruttori”.

Complessivamente sarebbero state state versate tangenti per circa 93mila euro, e almeno in un caso con consegna di soldi avvolti nella carta stagnola, per chiudere gli occhi sui “lavori svolti in economia”. Come confermato da funzionari Anas coinvolti, i vantaggi per l’impresa era nella mancata rimozione di parte del manto stradale usurato, dichiarare falsamente di avere messo più strati di asfalto e nel risparmio delle spese di trasporto del materiale in discarica. E i funzionari dell’Anas collusi certificavano che i lavori erano stati eseguiti a regola d’arte, secondo il capitolato dell’appalto. Così, accusa la Procura di Catania, le ‘buche’ diventavano ‘d’oro’.

Gli arrestati

I militari hanno arrestato e condotto in carcere il geometra Gaetano Trovato, di 54 anni, capo nucleo B del centro di manutenzione dell’area tecnica dell’Anas etnea.

Invece agli arresti domiciliari sono finiti: Salvatore Truscelli, 56 anni, dell’omonima impresa di Caltanissetta, Pietro Matteo Iacuzzo, 50 anni, dell’Isap di Termini Imerese (Pa); Roberto Priolo, 48 anni, dell’omonima azienda di Ciminna (Pa), Calogero Pullara, 40 anni, titolare dell’omonima ditta individuale di Favara (Ag).

Sospeso per un anno, l’ingegnere Antonino Urso, 39 anni, capo centro di manutenzione A dell’area compartimentale Anas di Catania.

Le indagini hanno permesso di portare allo scoperto i meccanismi corruttivi messi in atto all’interno dell’Anas di Catania.






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